Luis
Martínez Ferrer:
Dottore in Storia (Università Complutense di Madrid) e Dottore
in Teologia (Università di Navarra, Spagna). Diplomato in
“Historia de la Iglesia en América Latina”, Università di
Navarra (1995). Professore di Storia della Chiesa Moderna presso
la Pontificia Università della Santa Croce (Roma). È
specialista nel dialogo degli evangelizzatori dell’epoca
moderna con le culture autoctone e autore di alcune
monografie.
MARCO
NOCCA: Professore r. o. di Museologia e Storia del collezionismo
presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, insegna a
contratto Storia dell’Arte moderna presso l’Università
della Tuscia. Si è occupato, in articoli e monografie, di
fortuna dell’Antico nel Rinascimento e nel Neoclassicismo, e
di storia del collezionismo. In quest’ultimo ambito ha
recentemente curato l’esposizione “La collezione Borgia.
Curiosità e tesori da ogni parte del mondo” (Napoli 2001).
Il
volume ricostruisce la visita compiuta nel 1608 a Roma da António
Manuel, detto “il Negrita”, quale inviato del Re Mpangu-a-Nimi-a-Lukeni
(dom Alvaro
II), allo scopo di consolidare il cristianesimo
nel Congo – il
cui territorio all’epoca si estendeva su gran parte del
territorio attuale dell’Angola – e prestare
ubbidienza alla Chiesa Cattolica.
L’episodio
– che viene ricordato ora con una Mostra documentaria tenutasi
a Luanda alla quale hanno concesso l’Alto Patrocinio i
Presidenti della repubblica
italiana e della
Repubblica di Angola –,
rappresenta un particolare interesse storico trattandosi della
missione del primo ambasciatore africano a Roma.
Il
Negrita arrivò a Roma il 3 gennaio 1608, pur essendo il suo
stato di salute molto precario. Ospitato in Vaticano, ricevette
tutta l’assistenza possibile e a lui si interessò
personalmente Papa Paolo V, ricorrendo persino ai suoi medici
personali e recandosi più volte a fargli visita. Malgrado ciò,
l’Ambasciatore morí nella notte tra il 5 al 6 gennaio. Tutto
l’apparato del cerimoniale che era stato preparato per il
ricevimento a Roma fu quindi utilizzato per il suo funerale.
Dopo un lungo percorso per le principali strade di Roma, la
salma fu sepolta nella Basilica di S. Maria Maggiore, nella
Cappella Paolina, in un tomba provvisoria.
Da
lì ne uscì nel 1629 per essere tumulata definitivamente in S.
Maria Maggiore, in un sontuoso mausoleo con il busto
dell’Ambasciatore Antonio Nigrita in porfido policromo
scolpito da Francesco Caporale.
Il
busto si trova ancor oggi nell’Arcibasilica. A 400 anni dalla
partenza di Antonio Nigrita verso Roma, la pubblicazione di
quest’opera – con testi in lingua portoghese e corredata di
apparato fotografico – rinnova le relazioni di tradizionale
amicizia tra i due paesi, nel tempo rafforzate dalla
significativa e pressoché ininterrotta presenza in Angola di
missionari italiani e, con l’avvento dell’indipendenza,
attraverso il massiccio intervento della cooperazione allo
sviluppo.
L’Ambasciata
Italiana in Angola, che ha promosso l’iniziativa, non
percepisce alcun provento dalla vendita del presente catalogo
Destinato
agli studiosi e agli studenti di Storia del Cristianesimo,
Storia delle Missioni, Storia dell’Arte, Cultura e Religione
dei Paesi Africani.
Per eventuali
richieste o approfondimenti, rivolgersi all’Editrice:
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