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MIGRAZIONI E DIRITTI
UMANI
Roma, 11 dicembre.
Negli ultimi anni si sono intensificate le
iniziative in campo pubblicistico destinate a
trattare i temi delle migrazioni internazionali.
Molti sono gli studi, i saggi, le occasioni di
dibattito. Restano però gravi e numerosi gli
aspetti non ancora risolti né adeguatamente
affrontati e non sempre è così agevole cogliere
l’esatta portata dei problemi. Per questo
acquistano particolare valore oggi i contributi
d’analisi forniti da quanti possono vantare in
questo specifico ambito esperienza diretta e
duratura, ponendosi quali riferimenti
accreditati per aggiornare il quadro delle
conoscenze, comporre il piano degli ordinamenti
legislativi, curare la formazione degli
operatori.
In questa
prospettiva si situa la collana “Quaderni SIMI”,
che ora prende l’avvio per i tipi della
Urbaniana University Press. La presentazione del
primo volume,
Migrazioni e diritti umani,
che si è tenuta a Roma nell’ambito della Fiera
nazionale della piccola e media editoria, è
stata occasione per rimarcare in una sede meno
usuale l’esperienza dello Scalabrini
International Migration Institute, Istituto di
recente incorporato alla Pontificia Università
Urbaniana e orientato ad attività di ricerca e
d’insegnamento in materia di filosofia sociale e
di teologia
pastorale della mobilità umana.
Francesca Caferri,
giornalista della redazione Esteri della
“Repubblica”, ha coordinato gli interventi di
Graziano
Battistella, direttore della collana e
curatore del primo volume, e di
Peter Schatzer,
direttore dell'Ufficio regionale per il
Mediterraneo e capo missione in Italia
dell’Organizzazione internazionale per le
Migrazioni (OIM).
Richiamandosi ai contributi
presentati in Migrazioni e diritti umani,
i relatori hanno anzitutto ripercorso la
complessità dei fenomeni in questione. Le
dimensioni statistiche, il ruolo delle
convenzioni internazionali, gli orientamenti e i
limiti delle politiche migratorie sono stati
posti in discussione con riferimenti puntuali al
contesto attuale del nostro paese e alle
prospettive individuabili sul piano
internazionale. Proprio dalla constatazione
dell’inefficacia ricorrente delle politiche
degli stati in tema di migrazioni emerge
l’importanza dei diritti umani che trova nel
volume ampia giustificazione. Raramente gli
interventi dei governi sono volti a favorire
l’integrazione e sovente sono causa piuttosto di
esclusione ai diversi livelli delle dinamiche
sociali: un approccio davvero includente
richiede invece il pieno riconoscimento
dell’identità del migrante e la disponibilità a
limitare la rivendicazione di interessi
nazionali a favore di nuovi strumenti di tutela
per gli individui di diversa nazionalità. Si
tratta quindi di rispettare il fondamentale
diritto alla diversità culturale, prospettiva
per la realizzazione della quale si oppongono
ostacoli non facili da rimuovere: difficoltà che
appartengono alla natura stessa dei diritti
umani – che dovrebbero garantire l’individuo
dagli abusi eventuali dello Stato ma che hanno
bisogno per valere proprio del riconoscimento da
parte di quest’ultimo -, il crescere di
sentimenti di paura e di odio dopo l’11
settembre, le resistenze e l’indifferenza che
predominano sul piano politico.
Conforta l’impegno delle
organizzazioni internazionali, volto a favorire
l’applicazione più estesa delle normative
approvate; anche la cooperazione tra paesi
appartenenti alla stessa area geografica procede
ora sulla base di una percezione condivisa delle
problematiche e su basi di dialogo
sufficientemente accettate. Importante sarà
soprattutto il ruolo dei media, dei criteri che
prevarranno nell’informazione intorno a queste
tematiche, e anche questo motivo di riflessione
contribuisce a sottolineare la necessità di
fonti di documentazione qualificate e di seri
approfondimenti critici.
Il libro presentato in occasione
della importante manifestazione romana dedicata
all’editoria tratta questi temi a partire da
un’analisi puntuale del rapporto tra la
normativa della Convenzione sui diritti dei
migranti, entrata in vigore il 1° luglio 2003, e
l’ordinamento italiano ed europeo e contiene
contributi di Giuseppe Dalla Torre, Velasio De
Paolis, Antonio Perotti, Graziano Battistella,
Roberto Baratta, Fulvio Vassallo Paleologo. Il
volume fornisce delle risposte e orienta nella
ricerca ma solleva anche nuovi interrogativi,
emersi nel corso della presentazione. La
problematica di come si possa efficacemente
rafforzare la protezione ai migranti a partire
dal riconoscimento dei loro diritti umani, ad
esempio, quando sembra prevalere ora una certa
stanchezza nel guardare ad essi attraverso
l’approccio multilaterale che invece è
richiesto; come i diritti umani possano essere
davvero e in modo incisivo ispiratori di nuove
politiche migratorie; come si coniugano
l’universalità dei diritti umani e la
particolarità delle culture. Resta indubitabile
però che, nonostante le problematiche e le
aporie insite nell’approccio umanitario, solo a
partire dai diritti umani si può evitare la
riduzione dei migranti a forza lavoro e si
possono porre le basi per una coesione sociale
con radici più profonde. |