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Rivista Urbaniana


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Indice

Editoriale
Una famiglia molteplice che cammina verso l’unità
di Mons. Ambrogio Spreafico
1
L'incontro  
Una speranza ostinata nel lavoro per la giustizia e la pace
     Intervista al Cardinale Renato Raffaele Martino.
2
Vita dell'Università  
Convegni e Iniziative
Un’unica famiglia senza confini
      Inaugurazione Anno Accademico 2007/2008
4
Laurea Honoris Causa in Missiologia
a Sua Beatitudine Chrysostomos II A cura del
7
Nuove comunità
       Convegno sulle nuove forme di vita consacrata
10
      Dalle Facoltà e dagli Istituti:  
Visita alla Radio Vaticana
      La visita degli studenti del Centro Comunicazioni Sociali
12
Incontro con la Roma cristiana
     
La basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma.
14
La voce dagli studenti:
      An experience that shrunk the ocean
      John Carrol University at Rome.
16
      Quando la rana esce dalla scatola...
     
I corsi estivi di lingua italiana
18
Voci dal mondo  
Visite agli Istituti affiliati in Spagna, Camerun ed Uganda. 20
Rinnovi delle affiliazioni 22
Il St. Paul’s Seminary (Sudan) 23
La Biblioteca dell'Università  
70° volume della “Bibliographia Missionaria” 24
Urbaniana University Press  
La UUP alla Mostra di Francoforte 26
Ius Missionale 27
Novità editoriali       28
Tesi di Laurea e nomine 31
   

Editoriale

di Mons. Ambrogio Spreafico, Rettore

 Una famiglia molteplice che cammina verso l’unità

È sempre un momento straordinario aprire con tutti voi il nuovo anno accademico, 380° dalla fondazione dell’Università. Veniamo da un anno ricco di avvenimenti, nel quale abbiamo anche continuato il rinnovamento delle strutture e dei servizi che l’Università offre: 13 aule sono state munite di nuovi strumenti informatici e nei corridoi abbiamo i nuovi “totem telematici” che permettono a docenti e studenti di collegarsi ai dati dell’università, di operare per le iscrizioni e di avere tutte le informazioni necessarie; c’è una nuova struttura per il bar e la tavola calda. Di tutto questo vorrei ringraziare il nostro Gran Cancelliere, il Cardinale Dias, che con così grande sensibilità e fiducia viene incontro alle nostre richieste. Sappiamo tuttavia che non sono le strutture esteriori le cose che maggiormente contano in una istituzione accademica, anche se esse contribuiscono a creare un clima sereno e una didattica più efficace.

Vi posso assicurare che negli ultimi anni l’Urbaniana si è rinnovata non solo esteriormente.

Ho visto crescere la partecipazione dei docenti all’attività dell’Università, ho constatato una maggiore attenzione alla ricerca e una migliore disponibilità per gli studenti. Nella nostra sede romana lo scorso anno accademico abbiamo avuto 1552 iscritti, con un aumento nei corsi di lingue e una stabilità nelle facoltà.

Non dobbiamo però dimenticare che qui studiano solo una parte degli studenti dell’Urbaniana, gli altri 11.000 si trovano nei 90 istituti affiliati sparsi nei cinque continenti. Vorrei far notare, inoltre, che da due anni l’università rimane aperta anche durante l’estate, a differenza delle altre università pontificie. Questo ha permesso al Dipartimento di Lingue dell’Università di offrire corsi di lingua italiana durante i mesi di luglio, agosto e settembre, rispondendo così ad un’esigenza di molti studenti stranieri che si avviano ad intraprendere i loro studi negli atenei pontifici romani. La prossima estate vorremmo introdurre corsi anche per altre lingue moderne.

All’inizio di quest’anno continuo ad invitare docenti e studenti a camminare insieme nello spirito del confronto, della collaborazione, del miglioramento della qualità dello studio e della ricerca. La molteplicità presente nella nostra Università romana deve essere non un ostacolo ma un punto di partenza del comune cammino verso la verità. La “romanità”, carattere che Giovanni Paolo II indicò come una delle caratteristiche dell’Urbaniana insieme alla missionarietà e all’universalità, implica difatti l’essere ancorati fortemente alla roccia di Pietro, vivendo quell’universalità che va oltre ogni radicamento culturale ed etnico. La missionarietà ci spinge al di fuori dei nostri orizzonti ristretti per incontrare il grande mondo, dove uomini e donne spaesati, impauriti e sofferenti cercano risposte a situazioni spesso drammatiche, come quella delle guerre o della povertà. Quando, nel dicembre dell’anno passato, abbiamo celebrato i 500 anni dalla nascita di San Francesco Saverio, patrono delle missioni, siamo stati invitati dalla relazione del Cardinal Bertone, Segretario di Stato, a recuperare il vigore di quel missionario, che si era spinto fino a mondi a lui del tutto estranei. Il 14 giugno scorso abbiamo conferito la Laurea Honoris Causa all’Arcivescovo della Chiesa Ortodossa di Cipro in visita per la prima volta al Santo Padre. È stato per noi un segno ecumenico ed anche l’espressione di un sostegno a un Primate di Chiesa che stava compiendo un passo verso la comunione con la Chiesa di Roma. Sono convinto, cari amici, che bisogna lavorare di più per l’unità sia tra i cristiani che tra gli uomini e i popoli, perché si sta affermando una mentalità troppo individualista ed etnica, in cui l’altro e il diverso sono tenuti a distanza, quando non disprezzati. La violenza così diffusa nel mondo di oggi nasce spesso dalla paura, che porta alla difesa sconsiderata di se stessi e del proprio spazio vitale, e fa considerare normale la divisione, quando essa non è né normale né naturale.

Se il mondo sembra di nuovo ripiegarsi verso una sorta di etnicizzazione, nella sottolineatura dei particolarismi di gruppo o nell’assolutizzazione dell’individuo, con l’affermazione di un relativismo sostanziale, qui noi ci immettiamo continuamente in un flusso di vita, che ci conduce ogni giorno alla radice della verità, che vediamo risplendere nella rivelazione del Figlio di Dio, quale ci è consegnata dalla nostra Madre Chiesa e che qui cerchiamo di approfondire.

Colgo l’occasione per augurare a tutti un Natale ed un anno nuovo dove sperimentare l’incontro con il Dio della vita, della fraternità e della pace, il Dio con noi.

 

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Urbaniana - N°1 - 2007

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