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Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli -
Pontificia Università Urbaniana
Convegno Internazionale
40° anniversario del Decreto
Conciliare Ad Gentes
Conclusioni
Prof. Carmelo Dotolo
Vorrei assumere due categorie teologiche
per la sintesi: memoria e
profezia
Memoria.
Ad Gentes con la sua storia degli effetti presente nei
documenti del Magistero, ha introdotto e ci consegna un
duplice principio interpretativo per la comprensione
della missione come evento dinamico.
A) 1. l’orizzonte teologico. La
fondazione trinitaria come condizione-motivazione della
missione. Qui si inscrive la singolarità rivelativa di
Gesù Cristo
2. la dimensione ecclesiologica e
pneumatologica. Chiesa e missione si coappartengono
in modo indissolubile. La sua dimensione ad gentes
la rende sacramento dello Spirito e popolo messianico,
segno di una duplice relazione al Regno e al mondo. Ciò
spiega l’origine della Chiesa, la sua originalità. Ma
anche la sua diakonia che è testimonianza
qualitativa, nell’annuncio propositivo dei valori del
Vangelo.
3. la relazione eschaton – storia.
Tale relazione chiama la missione a riconfigurare
costantemente l’azione missionaria nella sua promozione
umana e nel processo di salvezza. In questo contesto, si
coglie la decisività della Chiesa locale, nella sua
capacità di dialogo e comunione nella logica della
cattolicità, ma anche nella tensione creativa che deve
assumere la missione.
B) l’orizzonte socio-culturale. La
missione vive nei ritmi della storia e della cultura. Il
rapporto tra Vangelo e cultura, tra Chiesa e mondo, tra
storia e storia della salvezza, richiede la faticosa
elaborazione nel coniugare l progetto del Regno di Dio e
il desiderio degli uomini di costruire un mondo più
abitabile e dignitoso. Le vie della missione sono
chiamate ad una lettura dei segni dei tempi, cioè delle
domande che provengono dalle diverse visioni della vita,
dell’uomo, dell’etica. La Chiesa, come ricorda il
Magistero, evangelizza ed è evangelizzata, annuncia e
trova nelle culture e tradizioni religiose elementi per
un adeguato inserimento della novità della rivelazione
cristiana.
Profezia. Le sfide del futuro che
appellano alla missione, si inseriscono nella dinamica
della inculturazione, come metodo che esprime l’apertura
all’universale entro la comunione e la convivialità
delle differenze. E’ il criterio, richiamato dal
magistero, della interculturalità. L’inculturazione dice
reciprocità, chiama all’accoglienza e alla relazione,
apre le culture all’incontro con il Vangelo. Qui si
esplicita la creatività della missione della Chiesa, che
allarga l’orizzonte culturale delle domande di salvezza
offrendo un progetto di vita attraverso l’esperienza
delle comunità cristiane. Nel Vangelo c’è un potenziale
unico di umanizzazione che rende la Chiesa segno di un
modello alternativo di comunità umana. In tale contesto,
la forza profetica della missione consente alle Chiese
locali di operare una riserva critica nei riguardi delle
ideologie disumanizzanti e dinanzi agli squilibri della
globalizzazione.
In definitiva, la missione della Chiesa
trova la sua peculiarità nella confessione del mistero
di Gesù Cristo che mostra un di più di senso, una verità
salvifica che oltrepassa qualsiasi realizzazione
storico- culturale. Nel contesto di un pluralismo
religioso che talora diventa arbitrario livellamento
delle diversità delle differenti tradizioni religiose,
la singolarità e unicità di Gesù Cristo costituisce un
criterio per relazionarsi con gli altri universi
religiosi. La sua verità è teologicamente altra, perchè
non è omologabile ad altre figure e mediazioni di
salvezza; ed è inclusiva, in quanto si pone come centro
di quei cammini di verità che parlano della dignità
dell’uomo. Come evidenzia la Dominus Jesus, n 23:
“La Verità, che è Cristo, s’impone come autorità
universale. Il mistero cristiano, infatti, supera ogni
barriera di tempo e di spazio e realizza l’unità della
famiglia umana”.
La missione, quindi, è apertura al
dialogo, perché si possano cogliere i segni dello
Spirito presenti nelle differenti tradizioni religiose e
nella pluralità delle culture. Ma è anche profezia di un
mondo nuovo e indicazione di un nuovo inizio, perché
invita a tracciare le vie di una ‘casa comune’ dove c’è
gioia di vivere e di incontrarsi, nell’abbraccio della
cattolicità. |