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26 luglio 2008
Ordinazione Episcopale di Sua Eccellenza Mons Ambrogio Spreafico

SUCCESSORI DEGLI APOSTOLI
Bertone ai nuovi vescovi: «Testimoni di speranza, ecco
la vostra missione»
Oltre quattromila fedeli nella Basilica Lateranense,
Levada e Paglia erano i conconsacranti. L’italiano è
coadiutore di Frosinone, lo spagnolo è il segretario
della Congregazione per la dottrina della fede

Roma:
il segretario di Stato vaticano ha ordinato i presuli
Ambrogio Spreafico e Luis Francisco Ladaria Ferrer
Due
nuovi vescovi . Cioè due «testimoni di speranza» in più
in un mondo che ne ha urgente bisogno, «perché invaso da
ideologie menzognere ». Il cardinale Tarcisio Bertone
definisce così, tra gli altri compiti, l’impegno dei
successori degli apostoli. Nella Basilica di San
Giovanni in Laterano il segretario di Stato vaticano
impone le mani al gesuita Luis Francisco Ladaria Ferrer,
nuovo segretario della Congregazione per la dottrina
della fede, e ad Ambrogio Spreafico, coadiutore della
diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, e li introduce
nell’episcopato, conferendo loro la pienezza
dell’ordine. Il rito, semplice e solenne al tempo
stesso, si svolge alla presenza di oltre quattromila
fedeli. Vengono dalla diocesi laziale che si appresta ad
accogliere monsignor Spreafico, sia da Roma (la Comunità
di Sant’Egidio, nella quale il nuovo vescovo si è
formato), come pure dalla Spagna (che ha dato i natali a
monsignor Ladaria), e naturalmente dalle Università
Pontificie dove il primo è stato rettore (l’Urbaniana) e
il secondo ha esercitato il suo insegnamento (la
Gregoriana).
Distesi
bocconi per terra i due candidati ascoltano le litanie
dei santi. In precedenza avevano emesso le promesse
legate al loro nuovo ministero. E infine ricevono
l’imposizione delle mani da parte del cardinale Bertone
, che presiede la liturgia, e dei due conconsacranti, il
cardinale William Joseph Levada, prefetto della
Congregazione per la dottrina della fede, e monsignor
Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia.
«Per
capire il significato e il valore dell’ordinazione
episcopale – ricorda il segretario di Stato vaticano –
dobbiamo richiamarci alla volontà di Nostro Signore Gesù
Cristo, il Pastore eterno che ha effuso il suo Spirito
sugli Apostoli e li ha inviati quali testimoni e
ministri della sua salvezza». Per questo i vescovi sono
contemporaneamente «maestri, pastori e sacerdoti »,
chiamati ad esercitare «questa triplice missione che
Cristo stesso ha esercitato ». Il porporato si sofferma
poi su ognuno dei tre compiti. «Quella del buon Pastore
è una raffigurazione che fa pensare alla premura,
all’affetto con cui il vero pastore, a differenza del
mercenario, si occupa del proprio gregge». Ma il vescovo
è anche «maestro, cioè colui che insegna ». Suo compito
è pertanto «ammae-strare come fece Gesù, annunziando
l’avvento del suo Regno di giustizia e di pace » e
inoltre «proclamare la speranza evangelica ». Oggi è
quanto mai «necessario che questo insegnamento raggiunga
l’intelligenza e il cuore della gente in un mondo
abbagliato da false speranze». Perciò anche nella
recente Gmg di Sydney, ricorda il cardinale, «il Santo
Padre ha esortato i giovani ad abbandonare tutto ciò che
non conduce ad una genuina libertà, ma porta ad una
confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento
dei principi, alla perdita dell’autostima e persino alla
disperazione».
Infine
c’è il compito sacerdotale, dal momento che il vescovo
«condivide lo stesso sacerdozio di Cristo». «Se la
santità è vocazione universale di ogni battezzato lo è,
in special modo dei vescovi conformati, con
l’ordinazione episcopale, a Cristo, il tutto santo».
«Questa è la missione che vi attende», conclude il
cardinale Bertone rivolgendosi direttamente ai due nuovi
vescovi . A monsignor Ladaria, segretario dell’ex Sant’Uffizio,
augura di svolgere il suo compito «con quella competenza
che tutti ti riconoscono e con quella fedeltà a Cristo,
alla Chiesa e al Successore di Pietro che è tipica del
Fondatore dell’istituto religioso a cui appartieni (Sant’Ignazio
di Loyola, ndr) ». E a monsignor Spreafico, coadiutore
del vescovo Salvatore Boccaccio «unito a noi nella
preghiera», di adempiere la sua missione «con carità
intellettuale, zelo spirituale e generosa dedizione
pastorale».
Le
parole di ringraziamento, pronunciate dai due presuli al
termine della Messa sono indirizzate a 360 gradi, ma in
primo luogo al Papa. «Sento il peso e la gioia della
fiducia che il Santo Padre mi ha accordato e spero di
esserne degno », afferma monsignor Spreafico. Alla sua
diocesi dice: «Vorrei offrire la promessa di un amore
fedele e sincero, mentre ricordo con affetto monsignor
Boccaccio ». E a Sant’Egidio: «Chiedo la carità della
vostra amicizia e preghiera perché possa essere pastore
secondo il cuore di Dio». Analoghi i sentimenti espressi
da monsignor Ladaria verso il Papa, la Compagnia di Gesù,
l’Università Gregoriana e il cardinale Levada. «Che
tutta la nostra vita sia un inno di lode a Dio»,
conclude il vescovo spagnolo.
L’invito: «Pastori, maestri, sacerdoti, in un mondo
abbagliato dalla menzogna sappiate raggiungere il cuore
e l’intelligenza della gente» |