In una
realtà postcristiana e plurireligiosa ha ancora
senso parlare di cristianesimo? Può ancora la
fede cristiana offrire un contributo affidabile
alle domande della vita? Per queste domande non
ci sono soluzioni a buon mercato. Occorre
risvegliare l’inquietudine e la passione della
ricerca. Solo allora la crisi che stiamo
attraversando potrà rappresentare un’opportunità
per ripensare il significato del cristianesimo.
Nella consapevolezza che si tratta di una
questione di qualità.
Che senso
ha parlare di cristianesimo in una realtà
postcristiana e plurireligiosa? Ha ancora un
contributo serio e affidabile da offrire alle
domande della vita? È vero: stiamo vivendo un
mutamento d’epoca che sembra mettere in
crisi la novità della proposta cristiana. Gli
orizzonti etici, religiosi, culturali della
contemporaneità pongono una sfida inedita,
disegnando visioni del mondo e della realtà che
esprimono distanza e disincanto da certi modi di
vivere e interpretare il cristianesimo. Eppure,
tale crisi rappresenta un’opportunità per
ripensare il significato della fede cristiana,
nella consapevolezza che si tratta di una
questione di qualità. È l’itinerario che il
volume suggerisce, presentando la sorprendente
prospettiva che Gesù Cristo ha comunicato.
Riproporre la questione di Dio per l’uomo,
indicare nell’umanesimo cristiano un progetto di
vita, ribadire l’originalità dell’essere-Chiesa,
abilitare il tempo della vita a spazio di
libertà e amore, è l’idea orientativa e
programmatica che il cristianesimo offre al
travaglio della storia contemporanea. Senza
illusioni né soluzioni a buon mercato, ma
risvegliando l’inquietudine e la passione della
ricerca.
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Carmelo Dotolo [Ariano Irpino (Av),
1959] professore straordinario di
teologia delle religioni alla Pontificia
Università Urbaniana e invitato alla
Pontificia Università Gregoriana. È
presidente della Società Italiana per la
Ricerca Teologica (SIRT). |