Si è
aperto con la celebrazione dei Vespri, domenica
10 settembre, il Seminario di studio promosso
dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei
Popoli (CEP), a cui partecipano 99 Vescovi
ordinati negli ultimi due anni nei Paesi di
missione di Africa, Asia, America e Oceania.
L’11
settembre la Concelebrazione Eucaristica è stata
presieduta da Sua Ecc. Mons. Robert Sarah,
Segretario della Congregazione per
l’Evangelizzazione dei Popoli. E’ quindi seguita
la prima relazione, presentata dal Card. Ivan
Dias, Prefetto della Congregazione per
l’Evangelizzazione dei Popoli, che ha illustrato
“Origini, sviluppo e competenze della
Congregazione per l’Evangelizzazione dei
Popoli”. “Questo Corso - ha detto il Cardinale -
vuole essere un atto di sincera comunione del
Dicastero Missionario con ciascuna delle vostre
Chiese particolari e, nello stesso tempo,
occasione per conoscerci personalmente… Scopo
immediato e pratico del nostro Seminario è
offrire a tutti un tempo per pregare,
riflettere, approfondire la vita e il ministero
episcopale, che specialmente nei primi anni, può
riservare difficoltà e problemi. La
presentazione teorica e pratica di situazioni e
preoccupazioni da parte ! di specialisti e
personalità di grande esperienza sui temi che
verranno trattati, vuole essere uno strumento
per aiutarvi, quando tornerete nelle vostre
Diocesi, a crescere nell’amore del Signore e ad
avere più coraggio ed entusiasmo nello svolgere
il servizio episcopale”.
Il
Card. Dias si è anzitutto soffermato a delineare
il contesto storico-culturale in cui nacque, nel
1622, la “Sacra Congregazione de Propaganda
Fide”, quindi ha illustrato natura, fini e
competenze della Congregazione. Uno dei criteri
principali di competenza è quello
geografico-territoriale: “ciò significa che la
competenza si estende a quasi tutta l’Africa e
l’Asia, l’Oceania senza l’Australia, alcune
Chiese del Canada settentrionale e dell’America
Latina - ha spiegato il Cardinale -. Alcune
regioni dell’Europa che dipendevano dalla CEP,
come la Bosnia-Erzegovina, il Montenegro,
l’Albania, la Macedonia e Gibilterra, dal 4
gennaio 2006 sono passate al diritto comune.
Alla data del 30 giugno 2006 le Circoscrizioni
ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione
per l’Evangelizzazione dei Popoli erano 1082,
rappresentando quasi il 40% della presenza della
Chiesa universale nel mondo… ! La competenza del
Dicastero abbraccia, in realtà, tutta l’attività
ecclesiale che si svolge nei Paesi di missione:
dalla nomina dei Vescovi alla formazione nei
seminari, alla vita e al ministero dei
presbiteri, religiosi, religiose, laici e
catechisti, con tutte le conseguenze, anche di
ordine economico, che questo comporta”.
Tra
le sfide emergenti per la missione oggi, il
Card. Dias ha indicato prima di tutto quella
dell’animazione missionaria: “Il Vescovo è per
sua natura sacramentale, un missionario, inviato
per annunciare Cristo al mondo. Pertanto, in
ogni attività pastorale, l’animazione
missionaria deve costituire il suo principale
impegno”. La seconda sfida affrontata dal
Dicastero Missionario è quella della formazione
nei territori di missione, formazione che
riguarda tutti (Vescovi, sacerdoti, religiosi,
religiose, seminaristi, laici, catechisti) e che
è “una priorità per i Paesi di missione, che
stanno vivendo un momento di maturazione e di
crescita, che richiede una solida e permanente
formazione di tutti, se si vuole salvaguardare
il futuro delle nostre Chiese”. Un altro campo
delicato che richiede attenzione è quello dell’inculturazione
e del dialogo interreligioso: “Il dialogo
interreligioso n! on può essere interpretato
come il nuovo credo relavitistico che si oppone
ad ogni conversione e missione - ha sottolineato
il Card. Dias -. Certamente la Chiesa è
impegnata in un dialogo vero, non in una pura e
semplice trattativa con i nostri fratelli
credenti. Il compito urgente del dialogo
interreligioso è quello di aprire la via
dell’annuncio di Cristo Via-Verità-Vita. Esso
pertanto non può sostituire l’annuncio, ma deve
essere orientato all’annuncio”. Infine la sfida
del nazionalismo, del tribalismo e del fenomeno
delle caste: “Predicate con insistenza e con
coraggio contro queste forme di divisione che
oscurano il volto autentico di Cristo e della
Chiesa - ha esortato il Cardinale - e causano
divisioni, discordie, e, spesso, anche morte tra
coloro che pure sono fratelli in Cristo e figli
di un unico Padre”.
L’annuncio della fede alle genti è un impegno
complesso. “Oggi, come ieri, sorgono nuove
realtà missionarie - ha concluso il Card. Dias
-. Alle classiche aree non cristiane si
associano ambienti socio-culturali che sembrano
aver rinunziato al patrimonio evangelico… Sono
le nuove piazze sulle quali è urgente proclamare
la buona novella del Regno; sono le nuove sfide
della Chiesa del Terzo Millennio, sono le vostre
sfide. Siete voi, Vescovi, i costruttori di
questa Chiesa che ha iniziato un nuovo Millennio
della sua storia”. (S.L.)