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II Congresso mondiale della pastorale per gli studenti stranieri

 

Qualche mese fa un articolo di Le Monde metteva in evidenza l’intensificarsi della «competizione mondiale per il dominio della “materia grigia”». Altri parlano di «fuga dei cervelli» verso le nazioni ricche. E in effetti l’insegnamento superiore è ormai un mercato sul quale si affrontano le università più ricche, cercando di attirare i migliori professori e le future élites, specialmente dei Paesi emergenti. La problematica è emersa ieri, in apertura del II Congresso mondiale della pastorale per gli studenti stranieri. Ed è stato monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti (il dicastero vaticano che organizza l’incontro), a mettere in rilievo che «il “mercato degli studenti esteri” è raddoppiato nel 2002 rispetto al 1980», raggiungendo quasi i due milioni di interessati. «Tale numero - ha aggiunto l’arcivescovo - potrebbe moltiplicarsi per cinque, con proiezione ragionata nei prossimi 20 anni».

Già al momento, comunque, i dati sono notevoli. Il 28% degli studenti si trova negli Stati Uniti, il 12% in Gran Bretagna, l’11 % in Germania, il 10% in Francia, il 9% in Australia e il 4% in Giappone. Un fenomeno che non può sfuggire all’ attenzione pastorale delle Chiese locali. Ragion per cui l’incontro, come hanno sottolineato ieri gli organizzatori, «ha lo scopo di promuovere la cooperazione e il coordinamento tra le forze già impegnate in prima linea nella pastorale per gli studenti esteri, specialmente per quelli in condizioni di difficoltà».

In apertura dei lavori il cardinale Stephen Fumio Hamao ha ricordato: «Preparare specialisti e aiutarli a ritornare nei loro Paesi di origine per inserirsi in progetti e programmi di sviluppo, rappresenta un grande e moderno segno di solidarietà. La Chiesa - ha proseguito il presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti - dovrebbe, quindi, profeticamente e senza sosta, destare le coscienze degli uomini in questo campo e dare il proprio appoggio agli studenti esteri, non solo per il bene dei propri Paesi, ma per quello di tutta la comunità internazionale».

I problemi da affrontare, dal punto di vista umano e pastorale sono tanti. Anche perché studiare in Paese diverso dal proprio è difficile. Il cardinale giapponese ha provato a esemplificare. «Gli studenti esteri, soprattutto quelli provenienti dal Terzo Mondo, soffrono una particolare difficoltà economica, dovuta alla irregolarità degli aiuti scolastici o all’impossibilità, a volte, di conciliare studio e lavoro retribuito; subiscono molteplici fattori di choc culturale; soffrono dei traumi spirituali generati da differenti atteggiamenti religiosi; avvertono la sensazione di sentirsi osservati e trattati sovente con diffidenza (e a volte questo atteggiamento si trasforma in violenza, xenofobia e perfino in razzismo); vivono la difficoltà di integrarsi temporaneamente nella cultura del Paese che li ospita; infine - ha sottolineato Fumio Hamao -vivono l’impatto negativo provocato dal permissivismo e dal lassismo morale, in genere presenti nei Paesi che li ospitano».

congresso, cui prendono parte una sessantina di rappresentanti di conferenze episcopali, congregazioni religiose, associazioni, movimenti e istituzioni, provenienti da 30 Paesi di tutti i continenti, serve proprio a riflettere e scambiare esperienze. L’incontro, ha concluso il porporato, «vuole essere uno stimolo per coloro che si occupano di questa pastorale specifica e anche per tutti i cappellani universitari affinché aumenti l’attenzione specifica verso gli studenti, esteri. Nel nostro campo, infatti, vi è bisogno di un buon bagaglio di apertura, disponibilità, benevolenza e comprensione, e soprattutto di zelo apostolico». Anche monsignor Marchetto ha aggiunto: «Occorre aprire la pastorale universitaria tradizionale alla specificità migratoria. Non è cosa semplice ma contiamo sulla collaborazione di tutti».

I partecipanti al II Congresso mondiale della pastorale per gli studenti stranieri, assieme a tanti altri universitari degli Atenei romani, si riuniranno il 15 dicembre a S. Pietro per incontrare il papa Benedetto XV, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario di Sua Santità per la città di Roma il Card. Camillo Ruini.

[Avvenire]

 

 
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