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Numero speciale di Redemptoris Missio su

Giovanni Paolo II e la missione

 

Editoriale

 di Paola MELONI

Il 16 ottobre del 2003 si è festeggiato il 25o anno di pontificato di Giovanni Paolo II: una figura imponente che ha contrassegnato l’ultimo quarto del secolo scorso e questo inizio di millennio lasciandovi un’impronta indelebile.

L’immagine che viene riflessa sui mass-media è multiforme: gli innumerevoli viaggi e le folle oceaniche; lo sportivo e amante della montagna, ma anche il poeta-drammaturgo e raffinato intellettuale; uno dei principali artefici del crollo dei regimi comunisti nell’est europeo e l’instancabile accusatore dei limiti del capitalismo e del liberismo senza regole; lo strenuo difensore dei diritti umani, dei poveri e degli oppressi in tutto il mondo; il fautore del dialogo tra le chiese cristiane e tra tutte le religioni ( impossibile dimenticare le immagini dell’incontro ad Assisi, il 24 gennaio 2002, tra i rappresentanti di tutte le fedi e i massimi esponenti della politica e della diplomazia); il tenace difensore dell’ortodossia, ma anche l’umile pastore capace di chieder perdono per i peccati commessi dalla chiesa nel passato; il grande comunicatore capace di cantare con i giovani e di scrivere una commovente lettera agli anziani ; una delle poche voci che ultimamente si sia levata alta e limpida in favore delle ragioni della pace, contro tutte le guerre. 

Tutto questo, ed altro ancora, è stato ed è il “personaggio” Wojtyla così come viene riconosciuto ed amato dai fedeli, ma anche da tanti uomini e donne “lontani” dalla chiesa.

I mezzi di informazione tendono però spesso ad evidenziare gli aspetti più spettacolari  e di forte impatto emotivo del pontificato  woitiliano, tralasciando le radici più profonde, filosofiche e teologiche, del suo impegno pastorale. In esse egli  trova costante nutrimento ed energia, ed esse contribuiscono a ricondurre ad intima unità e coerenza i variegati aspetti della sua attività ministeriale.

 Alcuni elementi di fondo del pensiero del santo Padre sono ad esempio dati dal costante richiamo all’eredità del  Concilio Vaticano II che deve diventare patrimonio della coscienza di tutti i cristiani, dando un nuovo significato all’appartenenza alla chiesa. Uno degli insegnamenti basilari dell’esperienza conciliare, secondo il Papa, è rappresentato dal tentativo di superare la contrapposizione teocentrismo/antropocentrismo che ha caratterizzato il pensiero umano nel passato. Nei suoi scritti egli cercherà pertanto sempre di mostrare la congiunzione profonda nell’uomo tra queste due visioni.

E’ l’uomo infatti al centro della sollecitudine pastorale del papa, l’uomo  che egli vede, pascalianamente, fragile, debole, smarrito, ma incomparabilmente grande in quanto creatura di Dio, fatto a sua immagine e somiglianza, e che ha in Gesù il modello cui ispirare il proprio pensiero e le proprie azioni.

 Questo numero della rivista che si richiama già nel titolo “Redemptoris missio” ad una delle encicliche di Giovanni Paolo II, al di là di intenti meramente celebrativi, è incentrato appunto sul tentativo di mettere in luce i nuclei portanti del magistero papale, i temi di base del suo messaggio e del suo impegno, sottolineando e mettendo in evidenza la profonda unità e coerenza del suo insegnamento.

 Il primo articolo, del prof. Kipoy Pombo, è dedicato all’analisi del tema Antropologia e missione: il pensiero dell’uomo nel magistero di Giovanni Paolo II. A partire dall’opera filosofica  Persona e atto fino ai numerosi interventi magisteriali, il prof. Kipoy riassume le linee portanti della concezione antropologica di Karol Wojtyla. L’uomo, indagato fenomenologicamente a partire dalle sue azioni appare al papa come essere perennemente alla ricerca di risposte intorno alla propria natura e strutturalmente, essenzialmente,  aperto alla trascendenza, all’Altro da sé. Le risposte ai suoi interrogativi si trovano nel Rivelazione e in particolare nel Vangelo: Cristo si mostra come la via alla verità e ne rivela il vero volto. E’ affermata con forza quindi la natura cristocentrica del discorso antropologico. Gesù propone all’uomo l’ideale cui conformarsi, mettendo in luce la sua natura più profonda, la sua vera natura nella perfetta pienezza della sua realizzazione, caratterizzata dall’amore, dalla capacità di vera comunione, dal dono di sé. E’ sulla concezione dell’uomo come “persona” che si fonda la missione evangelizzatrice cui sono chiamati  tutti i fedeli e che è stata proclamata e perseguita instancabilmente dal Santo Padre: annunciare all’uomo la “verità sull’uomo” che ci ha trasmesso Gesù, superando anche gli ostacoli dell’incontro con culture e sensibilità diverse.

 Il pensiero filosofico del papa è riassunto nell’intervento del prof. Guido Mazzotta su La filosofia e Giovanni Paolo II. Mazzotta sottolinea il legame intimo che unisce l’insegnamento filosofico di Wojtyla al suo magistero pontificio. L’esame della sua ricerca filosofica e dell’enciclica Fides et Ratio mostra che al fondamento di questo legame è il “mistero della persona”, nella sua assoluta unicità, che è possibile difendere dagli attacchi storici (comunismo, nazismo, liberismo sfrenato) e teoretici (nichilismo ed esistenzialismo ateo) solo cogliendone il profondo senso metafisico.

 Gli Aspetti della natura missionaria della chiesa alla luce dei messaggi di Giovanni Paolo II per la giornata missionaria mondiale sono al centro dell’articolo della prof.ssa Sandra Mazzolini. Sull’onda dell’insegnamento conciliare, il Papa ha sempre ribadito la natura essenzialmente missionaria della Chiesa. L’evangelizzazione corrisponde pertanto alla sua vocazione  e non può essere considerata nei termini di una funzione secondaria e/o accessoria. L’intera comunità dei credenti è chiamata a ad attuare nel tempo la missione di Cristo (il primo missionario): l’evangelizzazione di tutte le genti.

 Alla Catechesi nella missione pastorale di Giovanni Paolo II  è dedicato l’articolo del prof . Ramòn Peralta che analizza i momenti più importanti del ministero catechistico pontificio. Nell’ enorme numero di interventi del papa dedicati a tema dell’educazione alla fede, al suo rinnovamento metodologico e contenutistico, il prof. Peralta rintraccia i temi più significativi e fecondi.

 La prof.ssa Adele Scarnera si occupa della Spiritualità nel magistero di Giovanni Paolo II.  Nell’articolo vengono percorsi diversi ambiti della spiritualità cattolica che, a partire dai numerosi interventi del Papa, hanno contrassegnato a nostra epoca: la sfida del secolarismo e l’unità europea, la condizione dei laici e delle donne, l’unità delle chiese cristiane e il dialogo teologico.

 Dimensione fondamentale dell’antropologia woitiliana è l’uomo come dono di Dio, e che si realizza a sua volta solo nel dono di sé. In questa prospettiva va compreso il dono di vita dei consacrati. A questo essenziale ambito della vita ecclesiale è rivolto l’articolo del prof. Sante Bisignano: La vita consacrata. Appunti sul magistero di Giovanni Paolo II . In esso vengono analizzati i numerosi interventi del pontefice sulla vita religiosa, a partire dai primi incontri con le religiose e i religiosi, passando attraverso la Esortazione Apostolica post-sinodale Vita Consacrata, fino alla più recente Istruzione Ripartire da Cristo del 2002. L’ideale della vita religiosa è rintracciato nella donazione senza riserve di tutta la propria persona, in conformità all’esempio di Gesù, per il bene dell’umanità. I consacrati vengono così costantemente richiamati  a ritrovare le radici evangeliche espresse dai loro fondatori e al contempo a rendere vitale e fecondo nelle diverse circostanze storiche il messaggio di Gesù.

  La dottrina sociale della chiesa in Giovanni Paolo II del prof.  Guido Miglietta è posto a conclusione degli interventi di questo numero della nostra rivista, quasi  per chiudere il “circolo ermeneutico” tra gli aspetti più noti, anche al di fuori del mondo ecclesiale, dell’impegno del Papa e le profonde radici teologiche che ne costituiscono il primario fondamento. Miglietta riassume con puntualità il cospicuo contributo dato dal Santo Padre alla Dottrina sociale della Chiesa . L’insegnamento e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa fanno intrinsecamente parte della sua missione evangelizzatrice e rappresentano un aspetto fondamentale della sua funzione profetica; di esso fanno parte la denuncia dei mali e delle ingiustizie che ostacolano la piena realizzazione degli uomini e delle donne e ancor più l’ “annuncio”, che  fonda la denuncia, dell’insegnamento del Vangelo sull’uomo e sulla sua vocazione che è insieme terrena e trascendente.

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Redemptoris Missio rivista semestrale dell’Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria dell’Università Urbaniana, può essere richiesto a:

Preside: 

Meddi Luciano, 

Università Urbaniana, 

via Urbano VIII, 16 – 00165 Roma

 lmeddi@bottoni.com

 

 
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