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Giunto al nuovo « Auditorium » della Pontificia
Università Urbaniana, Giovanni Paolo II è accolto da
una ventina di Cardinali e una novantina di Vescovi
partecipanti
al
Sinodo ai quali rivolge il seguente discorso.
Ben volentieri sono venuto oggi quassù, al
Gianicolo, per un incontro, che riveste le evidenti
caratteristiche dell’universalità, attesa la presenza
dei Padri Sinodali, convenuti a Roma da ogni parte del
mondo al fine di studiare i problemi della famiglia nel
nostro tempo.
Tale
incontro si svolge significativamente in coincidenza con
la Giornata Missionaria Mondiale, istituita con sapiente
preveggenza dal mio Predecessore Pio XI, giustamente
definito il «
Papa delle Missioni »,
Giornata che mi ha offerto la consolante
occasione di consegnare nella Basilica di San Pietro il
Crocifisso a numerosi missionari e missionarie, pronti,
con tutto l’ardore che la nobilissima causa esige, a
recarsi nel campo tuttora vastissimo dell’evangelizzazione.
Salgo su questo Colle ricordando che Paolo VI, il
mio grande Predecessore, compì anche lui e proprio in
coincidenza con la Giornata Missionaria Mondiale del
1974, durante il Sinodo di quell’anno, con i Padri
Sinodali allora presenti, una memorabile visita al Collegio
Urbano, tanto antico e tanto glorioso, ‘proprio per
sottolinearne la provvidenziale, perenne, insostituibile
funzione.
Mi è
motivo di particolare gioia trovarmi qui, mentre
conservo ancora nell’animo il ricordo della visita
compiuta alla sede del Dicastero in Piazza di Spagna lo
scorso anno, nel quadro degli incontri, diretti e
personali, con i miei più vicini e diretti collaboratori
negli Organismi della Curia Romana.
Nel
trovarmi in questo nuovo «
Auditorium »,
posso costatare con i miei occhi che si tratta di
una costruzione felicemente realizzata, con senso
d’arte e criteri di razionale funzionalità. E’ una
nuova opera che viene ad arricchire, assieme alla
Biblioteca recentemente inaugurata ed alla vicina sede
dell’ampliato «
Foyer Paolo VI »,
le strutture proprie della Pontificia Università
Urbaniana.
Desidero
esprimere al Sacro Dicastero missionario ed in particolare
al suo solerte Prefetto tutto il mio compiacimento e la
mia riconoscenza.
Formulo
pertanto l’augurio che anche questo nuovo strumento
sia un mezzo davvero valido, di cui la Sacra
Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ed in
particolare la Pontificia Università Urbaniana,
sappiano usufruire con opportune iniziative per
continuare le nobili tradizioni che la
contraddistinguono.
Proprio in questa sede,
circondato dai Padri Sinodali, dei quali molti Cardinali
e Vescovi provengono dalle sedi dei Continenti ove
l’evangelizzazione missionaria tuttora si espande, mi
è gradito, con rinnovata fiducia, auspicare che la
medesima Congregazione, sospinta dal Mandato che le
deriva dalla Sede Apostolica, sappia adottare « con saggezza una opportuna
flessibilità delle forme dell’annuncio del Vangelo
per rendere non solo comprensibile ma accetto alle
popolazioni di ogni cultura il Messaggio Divino ».
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