|
La «fondamentale importanza
del tema della salvezza » e il « prezioso contributo per la ricerca su tale argomento»
offerto da teologi e studiosi sono sottolineati da Giovanni Paolo II
nel discorso rivolto ai partecipanti al Congresso
Internazionale di Missiologia in corso in questi giorni
all’Urbaniana. I congressisti, ricevuti nella
mattinata di oggi nella Sala Clementina, sono
accompagnati dal Cardinale Jozef Tomko, Prefetto della
Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e Gran
Cancelliere dell’Università Urbaniana.
Queste le parole pronunciate
dal Santo Padre.
1. Sono lieto di accogliere e di salutare tutti
voi partecipanti al Congresso Internazionale di
Missiologia, organizzato dalla Pontificia Università
Urbaniana sul tema: « La salvezza oggi ».
Il mio riconoscimento va anzitutto al Comitato
Promotore presieduto dal Cardinale Jozef Tomko, al quale
dico il mio ringraziamento anche per le amabili parole,
con le quali ha introdotto questo incontro. Saluto gli
illustri relatori e studiosi tra i quali Sua Eminenza il
Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di
Mechelen-Brussel, e tutti coloro che prendono parte al
qualificato simposio di studio. Esprimo il mio
compiacimento per la costante opera di ricerca e di
divulgazione che codesto Istituto Universitario compie a
servizio delle missioni e di tutta la Chiesa,
soprattutto sensibilizzando gli studiosi e gli operatori
pastorali nel mondo missionario sui temi ed argomenti di
viva attualità. So che un’eletta schiera di specialisti
assicura l’alto livello scientifico e pastorale del
Congresso, continuando una tradizione ormai collaudata
su scala internazionale nell’approfondimento di
argomenti teologici ed ecclesiali di grande rilievo.
2. Nella consapevolezza della fondamentale
importanza del tema della salvezza, ricordo anzitutto
il valore delle parole di Cristo, il divino Maestro, la
cui portata suona come viva raccomandazione per ogni
persona: « Che giova all’uomo guadagnare il mondo
intero, se poi si perde o rovina se stesso? » (Le 9,
25). Tali parole non sono soltanto un forte ammonimento,
ma offrono una luce ed un discernimento, che risponde
anche alla situazione spirituale in cui vive l’uomo
del nostro tempo. Mentre, l’uomo moderno, conquistato
« il mondo », apparentemente si ritiene pago di sé e
crede di non aver più nulla da desiderare, sentendosi
pienamente realizzato, in realtà oggi insorge, nella
coscienza di molte persone, più acuta ed insistente
la consapevolezza degli squilibri che nel mondo generano
inquietudine. Così la ineludibile esigenza di superare
ogni ansia sull’attuale prospettiva del mondo
provoca e spinge a cercare il concetto vero di
salvezza nei valori trascendenti e nella parola della
rivelazione. Che cosa sia la salvezza e come ottenerla
non è ovvio per l’uomo. Egli non cessa mai di
cercarla e non è mai pago di quello che ha raggiunto,
mostrando così chiaramente la sua trepidazione e la
sua aspirazione verso l’infinito.
Apprezzo
vivamente che la riflessione programmata dal Congresso
si qualifichi in tal modo per un tema di evidente
attualità, ponendosi degli interrogativi sul come è
vista la salvezza «
oggi »,
dall’uomo contemporaneo, che si considera «
adulto »,
e per questo si mette spesso in atteggiamento di
autosufficienza, di distacco, se non sempre di rifiuto,
nei confronti del trascendente e di Dio. Correnti di
pensiero e modelli di vita secolarizzati, sconvolgenti
trasformazioni socio-culturali, meravigliose conquiste
della scienza e della tecnica, sollecitazioni pressanti
dei mezzi di comunicazione, l’idea stessa o il
pregiudizio circa tutto quello che costituisce la modernità,
possono far credere all’uomo d’oggi che il concetto
di salvezza si riduca all’ambito temporale, così che
egli possa trovare in sé e nel suo progresso terreno
quanto occorre per realizzarla.
3.
Quello che il Congresso di Missiologia si accinge a
mettere in luce è un argomento complesso anche sotto
l’aspetto più propriamente teologico ed ecclesiale.
E’ proprio il concetto di salvezza, che si confronta
con i problemi della liberazione e dello sviluppo,
dell’inculturazione e del dialogo inter-religioso.
E’ la salvezza in quanto dono offerto realmente a
tutti ed a ciascuno nella propria esistenza concreta,
che sollecita a scrutare meglio i segni e le vie della
volontà salvifica universale di Dio, pur sempre
misteriosa. E’, ancora, proprio il concetto di
salvezza che rischia di offuscarsi nella sua natura e
nei suoi contenuti sotto l’influsso della mentalità
che si fa guidare dai programmi culturali della
secolarizzazione; sicché nel considerare l’incontro
tra le varie culture e religioni con il cristianesimo,
non pochi giungono a ritenere meno necessaria la
missione della Chiesa e perfino imbarazzante il ruolo
unico ed assoluto di Cristo «
via, verità e vita »
(cfr. Gv 14, 6).
Si
tratta di questioni, che esigono una risposta
approfondita ed adeguata, possibilmente esauriente.
Perciò considero l’impegno dei teologi, degli
studiosi, dei pastori d’anime e dei missionari, provenienti
da tante aree ed esperienze, un prezioso contributo per
la ricerca su tale argomento, ed auspicio che ciò sia
fatto sempre alla luce della parola di Dio, in
Consonanza con il magistero della Chiesa, in
corrispondenza con i copiosi doni di luce e di grazia
dello Spirito Santo.
Poiché
la salvezza è una realtà totale ed integrale, essa
riguarda l’uomo e tutti gli uomini, attingendo, altresì,
la stessa realtà storica e sociale, la cultura e le
strutture comunitarie in cui essi vivono. Tuttavia la
salvezza non può essere ridotta entro il quadro delle
sole necessità terrene dell’uomo o della società, né
la si può raggiungere solo con il gioco delle
dialettiche storiche. L’uomo non è il salvatore di se
stesso in maniera definitiva: la salvezza trascende ciò
che è umano e terreno, essa è un dono dall’alto Non
esiste autoredenzione, ma Dio solo salva l’uomo in
Cristo (cfr. At 4,12-13; 1Tm 2,5-6).
Questa
convinzione di fede non si contrappone, ovviamente né
fa ombra ai valori che sono presenti nelle varie culture
del nostro tempo o delle epoche passate, né dimentica o
trascura quanto di «
vero e santo »
(Nostra aetate, 2) possiedono le varie religioni.
Ogni elemento di verità e di bene discende da Dio (Ad
Gentes, 9) e conduce al Cristo, Salvatore
dell’universo e ricapitolatore di tutte le cose (cfr.
Ef 1,10), Lo Spirito del Signore, che «
riempie l’universo »(Sap.
1,7) ed opera anche «
oltre i confini visibili del Corpo Mistico »(Redemptor
hominis, 6), è lo Spirito del Cristo, che guida tutti
verso la comunione della vita divina. Su queste strade e
in queste prospettive cammina la Chiesa, desiderosa di
incontrare l’uomo, perché «
l’uomo —
ogni uomo senza eccezione alcuna —
è stato redento da Cristo »
(Redemptor hominis, 16).
4.
Con tale fiducia e speranza, mentre vi assicuro che vi
sono vicino nei lavori dei Congresso e nelle giuste
attese circa i frutti che esso potrà portare per il
bene delle anime e per la diffusione dell’annuncio
evangelico in terra di missione come in ogni luogo ove
la Chiesa opera, vi imparto di cuore la mia Benedizione. |