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PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA

PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

FILMOTECA VATICANA

 

In collaborazione con la

 ‘Rivista del Cinematografo’ dell’Ente dello Spettacolo

 e la

 Pontificia Università Urbaniana

 Convegno internazionale di studi:

CRISTO NEL CINEMA

UN CANONE CINEMATOGRAFICO 

Pontificia Università Urbaniana

Via Urbano VIII, 16 - 00165 Roma

2 DICEMBRE 2003

 

Introduzione

Il cinema con il suo cammino di oltre cento anni (nacque ufficialmente nel 1895) sembra quasi riaffermare come sia difficile tradurre una figura, un personaggio come Gesù e riportarlo sugli schermi. Effettivamente il mezzo cinema ha i suoi limiti dovuti al fattore macchine e agli stessi operatori che ne fanno uso: due condizionamenti, le possibilità di coloro che stanno “dietro le macchine” e le tecnologie impiegate, che porteranno a risultati sempre caratterizzati dall’incompiutezza.

Ritengo pertanto che lavorare o scavare dietro queste grandi difficoltà di azione possa essere un contributo particolarmente apprezzabile. Partendo da questo tipo di povertà forse, possiamo fra l’altro riscoprire quello che avremmo voluto manifestare ma senza averne la capacità. Quindi le nostre lacune diventano rivelatrici di qualcosa che l’essere umano si sente incapace di svelare.

Inoltre, è bene notare, come Gesù si sia lasciato strumentalizzare dai vari linguaggi antecedenti al cinema; perché non potrebbe lasciarsi manipolare pure dallo stesso? Qui non è in gioco Gesù, ma l’importanza di essere mediato e comunicato a chiunque. La difficoltà è di saper identificare e unificare le due nature di Gesù e cioè la divina e l’umana che ha portato quasi sempre a dover optare per l’una o per l’altra. In questo modo diventa difficile recepire e quindi comunicare l’unità indissolubile della persona Gesù. Al contrario, facilmente risulta un’accentuazione dell’una a scapito dell’altra perdendone l’obiettività e l’integralità. Allora riusciamo a capire certe interpretazioni univoche dovute a conoscenze e a esperienze a senso unico.

Oggi non abbiamo difficoltà a capire come mai si rappresenti in maniera quasi esclusiva la figura di Gesù sotto l’aspetto umano e cioè come piuttosto l’amico o il fratello universale anziché il Signore. Da ciò emerge un Gesù segnato dalla mitezza, dalla sofferenza, dalla solidarietà, dall’umiltà, dalla compassione. L’Uomo dei dolori che si fa carico delle miserie umane è a sua volta ciò che rimane più scolpito nell’immaginario della gente. Le produzioni cinematografiche realizzate in questa scia riescono ad affermarsi e nello stesso rendere più facile l’accesso ad un Gesù storico piuttosto che un Cristo Signore.

Io direi che tutto ciò è figlio del suo tempo e cioè rappresenta il cammino della stessa società.

Pensando a film come Jesus Christ Superstar, il molto criticato L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini e il Gesù di Nazaret di Franco Zeffirelli, si evidenzia come la dimensione umana abbia la  preferenza.

Riporto qui una frase di Pasolini che dice del suo Vangelo: "Avrei potuto demistificare tutto, ma poi, come avrei potuto demistificare il problema della morte? Il problema che non posso demistificare è quel tanto di profondamente irrazionale, e quindi in qualche modo religioso, che è nel mistero del mondo. Quello non è demistificabile". Dichiaratosi non credente ha cercato un qualcosa che la stessa sua madre ha voluto testimoniargli ma che non è riuscito a carpire. Per cui fino alla fine della sua vita ha desiderato quel di più però rimanendo con un unico e grande interrogativo sopraccitato.

La Chiesa, a sua volta, con i suoi innumerevoli interventi ha cercato di mettere sempre più a fuoco l’importanza che i mezzi sono un dono di Dio, ma nello stesso tempo quanto risulti essenziale che questa cultura dei mezzi di comunicazione sociale debba essa stessa essere evangelizzata!

Un impegno non facile, in una realtà sempre più globalizzata come quest’alba del Terzo Millennio, e che fa risaltare l’esigenza di svelare sempre di più l’universalità della vita e del messaggio di Cristo.

Come questa Università missionaria ha agito e agisce con successo da oltre 3 secoli, nel campo della formazione dei religiosi, il cinema può e deve farsi carico della necessità di veicolare gli innumerevoli aspetti e i mille colori con i quali la Parola raggiunge i suoi destinatari e contribuisce alla realizzazione del Regno di Dio.


 Il teologo Pierre Prigent in un suo studio dedicato alla figura di Cristo nel cinema osserva che «parlare di Gesù, mostrarlo, è sempre, che lo si voglia o no, interpretare dei testi, privilegiare delle parole o degli atti, accettare o rifiutare che quest'uomo è stato più di un uomo. In una parola, si tratta di fare della teologia. Tutti i film su Gesù fanno della teologia». Da “La vie et la passion de Jésus-Christ” dei fratelli Lumière del 1897, fino all’ultimo film di Mel Gibson “The Passion”, cento cinque anni dopo, la figura di Cristo attraversa l’intera storia del cinema. Partendo da questo assunto, per la prima volta, il Convegno intende riflettere sul modello di rappresentazione istituzionale di Cristo, “il canone cristologico”, ripercorrendo la storia delle Passioni cinematografiche.

  

2 Dicembre 2003 mattina

Presiede S.E.R Card. Paul Poupard - Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura

Modera Andrea Piersanti - Presidente dell’Ente dello Spettacolo

 

APERTURA LAVORI

9.30 - Saluto di benvenuto di Rev. Prof. Claudio Pighin (Dir. Resp. Centro Comunicazioni Sociali Università Urbaniana)

9.45 - S.E.R. Card. Paul Poupard

10.00 - On. Giancarlo Innocenzi (Sottosegretario Ministero delle Comunicazioni)

 10.15 - Giampaolo Letta (Amministratore Delegato Medusa Film)

10.30 Proiezione del filmato  “Storia di Cristo nel cinema” a cura di Paola Dalla Torre (dottoranda di ricerca Università Roma Tre) e del Prof. Claudio Siniscalchi (Università LUMSA)

10.45 - Break

RELAZIONI DI

11.15 - Prof. Alberto Strumia (Università degli Studi di Bari) – Alessandro Zaccuri (Giornalista dell’Avvenire)

S.E.R Mons. Enrique Planas (Direttore Filmoteca vaticana) -  Prof. ssa Ermelinda Campani (Stanford University) – Leandro Castellani (Regista)

  

2 Dicembre 2003 pomeriggio

Presiede S.E.R Mons. John P. Foley - Presidente Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

Modera Andrea Piersanti - Presidente dell’Ente dello Spettacolo

 

15.30 - Proiezione del filmato “Storia di Cristo nel cinema” a cura di Paola Dalla Torre (dottoranda di ricerca Università Roma Tre) e del Prof. Claudio Siniscalchi (Università LUMSA)

 

RELAZIONI DI

15.45 - Prof. Dario Viganò (Università Lateranense) - Prof. Javier Garcia Gonzalez (Ateneo Regina Apostolorum) –  Prof. Maurizio Gronchi (Università Urbaniana) – Prof. Ernesto G. Laura (storico del cinema) - Prof. Vincenzo Battaglia (Università Antonianum) - Krzystof Zanussi (Regista)

 

Conclusione dei lavori di S.E.R  Mons. John P. Foley – Presidente Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

 

Il Convegno “Cristo nel cinema. Un canone cinematografico” è promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e dal Pontificio Consiglio della Cultura nell’ambito del Festival “Tertio Millennio” organizzato dalla “Rivista del Cinematografo” dell’Ente dello Spettacolo sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il sostegno del la Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con la collaborazione di Rai Cinema e di Medusa Film.

 

In concomitanza con:

 

TERTIO MILLENNIO

Festival Internazionale del cinema spirituale

(settima edizione)

Direzione e segreteria:

Via Giuseppe Palombini, 6

00165 Roma

tel. 06 6637455 – fax 066637321

E-mail: eds@cinematografo.it

http://www.cinematografo.it

  

Pontificia Università Urbaniana

Via Urbano VIII, 16

00165 Roma

 


 

 

 

 
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