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Sabato 28 giugno, alla presenza del Rettore Magnifico della PUU, Mons. Ambrogio Spreafico, avrà luogo presso il Collegio "Mater Ecclesiae" in Castel Gandolfo la consegna del Crocifisso ai catechisti missionari che terminano la loro formazione e la conclusione dell'anno accademico 2002-2003 dell'ISCSM.

Il tema della giornata sarà:
 
Annunciamo il mistero del Signore.
 Eucaristia modello della missione


Presentazione della giornata

Preside dell’Istituto

don Luciano Meddi

Termina un altro anno di vita accademica. Durante questo anno abbiamo celebrato il 375° anniversario della missione formativa del Collegio e della Università Urbaniana.

Nell’incontro avuto con il Papa, Giovanni Paolo II, abbiamo ricevuto nuovamente il “mandato” per una preparazione missionaria sempre più adatta alle grandi sfide e compiti della missione di oggi. Tra queste il Papa ha esaltato l’incontro e il dialogo con le grandi religioni. Il pluralismo religioso è una sfida ma anche una via per l’annuncio del messaggio evangelico e il servizio al Regno di Dio nel nostro tempo.

In questo stesso anno abbiamo avuto il dono di una enciclica sulla Eucaristia. Tutta la vita della Chiesa si modella a partire da essa: la chiesa è dalla eucaristia. Ci confortano le parole del Papa:

 

La missione della Chiesa è in continuità con quella di Cristo: «  Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi  » (Gv 20,21). Perciò dalla perpetuazione nell'Eucaristia del sacrificio della Croce e dalla comunione col corpo e con il sangue di Cristo la Chiesa trae la necessaria forza spirituale per compiere la sua missione. Così l'Eucaristia si pone come fonte e insieme come culmine di tutta l'evangelizzazione, poiché il suo fine è la comunione degli uomini con Cristo e in Lui col Padre e con lo Spirito Santo. (EdE 22)

 

L’Eucaristia è modello della missione. Ogni celebrazione si conclude con il mandato battesimale: “la messa è finita: andate in pace”. La celebrazione ci dona lo Spirito del Risorto e ci abilità ad essere sempre più portatori della missione del risorto: la pace messianica.

 

L’Eucaristia che ci spinge alla missione ci forma per la missione. Ci raduna come popolo di Dio che cammina nella storia e vuole essere al servizio della storia perché diventi parte della storia della salvezza. Solo in questo modo la comunità dei credenti può realizzare il suo compito.

L’Eucaristia ci invita alla riconciliazione con Dio, con la comunità ecclesiale e la comunità degli uomini perché impariamo e siamo pronti ad essere testimoni della riconciliazione tra gli uomini. Nel momento  in cui le scelte degli uomini di governo privilegiano ancora la logica delle armi. L’Eucaristia ci invita alla prassi della riconciliazione.

L’Eucaristia ci fa attenti alla Parola perché solo chi ascolta in profondità può annunciare con convinzione. Così la comunità impara a leggere la storia quotidiana con i grandi racconti della storia della salvezza e soprattutto con la vita di Cristo. E annuncia con la testimonianza della vita e con l’atto di fede rinnovato durante la celebrazione.

L’Eucaristia ci consacra popolo di Dio in comunione  e per mezzo del pane eucaristico. Tutta la nostra missione nasce da questa intima unione (comune-unione) con il Cristo reso eternamente presente e operante nella sua comunità nel segno del pane e del vino. Lo Spirito che egli continuamente ci dona è lo Spirito missionario che spinse Gesù nella sua missione storica. È lo Spirito che ora spinge noi, popolo messianico.

L’Eucaristia ci permette di esprimere nel rito la nostra scelta battesimale e vocazionale che si rinnova continuamente nella offerta liturgica. Presentando il pane e il vino, presentiamo anche noi stessi perché siamo resi capaci della missione di Cristo.

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Ecco l’intima unione tra Eucaristia e Missione. Essa è davvero “rendimento di grazie” per il dono ricevuto della fede che si apre alla comunicazione della fede verso gli uomini e le donne del nostro tempo. È la grande lode che ogni giorno eleviamo al Padre di ogni benedizione perché sia sperimentato  come padre da tutti gli uomini. Perché venga il suo regno e sia fatta la sua volontà

     


 

 

 
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