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INAUGURAZIONE
DELL'ANNO ACCADEMICO 2003 2004
Mercoledì
22 ottobre 2003
25°
Anniversario del Pontificato di S.S. Giovanni
Paolo II Atto Accademico
La
missione nel Magistero di Giovanni Paolo II
INAUGURAZIONE
Anno
Accademico 2003-2004
Da pochi giorni sono iniziate le
lezioni nelle diverse Facoltà ed Istituti della nostra
Pontificia Università Urbaniana. Oggi viene inaugurato
ufficialmente il nuovo Anno Accademico 2003-2004.
Rinnovo il mio fraterno saluto a tutta la comunità
universitaria: docenti e studenti, officiali e personale
ausiliario. Un particolare ed affettuoso benvenuto ai
professori e agli studenti che per la prima volta sono
entrati a fare parte della nostra famiglia universitaria
urbaniana.
Mi sia lecito rivolgere
un’attenzione speciale agli studenti, nuovi e
veterani. Voi siete la ragion d’essere della nostra
Università: ambasciatori tra noi delle vostre Chiese
locali e, ciascuno, della propria cultura, siete una
ricchezza e un dono. Il mio augurio è che vi sentiate a
casa vostra nella nostra comunità universitaria, che
nella sede sul colle del Gianicolo o a Castel Gandolfo
troviate un efficace sostegno alla vostra crescita
umana, spirituale ed intellettuale, che le vostre attese
e domande non siano eluse ma accolte, illuminate e
promosse nella novità evangelica per meglio servire,
secondo i vostri futuri incarichi, la missione della
Chiesa..
È iniziato un nuovo Anno
Accademico e per me il triennio di Rettore della nostra
Università. Il servizio affidatomi è un compito
impegnativo che è sostenuto e condiviso in primo luogo
dal Vice-Rettore e dai Decani, ai quali vanno la mia
gratitudine e stima. Gli stessi sentimenti sono estesi a
tutti i Docenti.
Nell’assumere questo nuovo
incarico sento il dovere di esprimere, anche a nome
vostro, la sincera riconoscenza ed il vivo apprezzamento
per il Retore uscente, Mons. Ambrogio Spreafico, che per
sei anni ha guidato la nostra Università con dedizione
e intelligenza. I segni del suo servizio sono numerosi e
tangibili. È sufficiente elencare alcune delle
principali iniziative realizzate o avviate durante il
suo sessennio di rettorato. Anzitutto le realizzazioni
volte a migliorare o a potenziare le strutture materiali
della nostra Università: la costruzione delle nuove
aule della Missiologia, il rinnovamento dell’aula
magna, della sala sessioni, degli ambienti della
segreteria, la messa in opera degli impianti di
sicurezza. Ad esse si devono aggiungere le iniziative al
servizio dell’attività accademica: la nuova
catalogazione dei libri della biblioteca, l’avvio
dell’aula informatica, il sostegno per il rilancio
della Urbaniana University Press e della rivista Euntes
Docete, inoltre, realtà non a tutti nota, la
riorganizzazione dell’amministrazione che prevede un
diretto e responsabile esercizio finanziario riguardante
la gestione ordinaria dell’Università e le spese
correnti. Soprattutto non è mancato il suo
significativo apporto per potenziare e qualificare la
vita accademica: la ristrutturazione della Facoltà di
Missiologia e dell’Istituto Superiore di
Catechesi e Spiritualità Missionaria, la possibilità,
non trascurabile, di poter invitare Visiting Professor,
la promozione di qualificati Congressi -ricordiamo la
giornata di studio su Francesco Ingoli, il congresso su
Gesù Cristo unico ed universale Salvatore, quello
celebrato in occasione del 375° anniversario della
fondazione del Collegio Urbano- la impegnativa revisione
degli Statuti e Regolamenti che, dopo cinque anni, sta
per arrivare in porto, l’avvio di trattative, oramai
in uno stadio avanzato, per una incorporazione del PISAI
nella nostra Università. A tutto ciò si deve
aggiungere il costante e fruttuoso impegno per
accrescere e qualificare il Corpo dei Docenti stabili.
Da questo elenco parziale appare evidente il generoso
servizio attuato in questi anni e la preziosa eredità
accumulata nel tempo. Insieme al grazie per il lavoro
svolto, tutti noi sentiamo il dovere di non disperdere
questo patrimonio, ma di metterlo a frutto e, per quanto
possibile, potenziarlo.
All’inizio di un triennio di
rettorato ci si può chiedere -me lo sono domandato
anch’io- se
il nuovo Rettore ha una sua “road map”. La risposta
è semplice: “Non è necessaria”. Esiste già: essa
è delineata dalle norme statutarie e dalla tradizione
del nostro Ateneo. Una definizione più operativa del
nostro cammino sarà man mano costruita insieme,
soprattutto con le decisioni del Senato Accademico e con
l’apporto del Consiglio del Rettore e di quello delle
Facoltà. Diventa, dunque, scontato, oltre che doveroso,
proseguire sulla strada già tracciata.
La nostra Istituzione accademica è
un “edificio” consolidato e, in un certo senso,
continua ad essere un cantiere in costruzione secondo un
progetto definito, almeno nei suoi tratti fondamentali.
Mi pare utile richiamare alcuni tratti essenziali di
questo progetto che dovrebbero orientare il nostro
comune cammino. Raccolgo questi orientamenti attorno a
tre nuclei: priorità, compiti aperti, criteri
ispiratori.
1. Anzitutto alcune priorità.
Esse sono rilevanti e direttamente funzionali alla vita
accademica. Mi limito ad un elenco parziale.
-È doveroso, in primo luogo, continuare
il potenziamento
del Corpo dei Docenti stabili. La loro
promozione dovrà rispettare, conformemente ai nostri
ordinamenti, i criteri di serietà morale, di capacità
didattica, di provata competenza nella ricerca
scientifica. Nello stesso tempo sarà necessario
garantire un’adeguata internazionalità.
-Occorrerà, secondariamente, promuovere
sempre di più la ricerca scientifica di tutti i
Docenti. Il nostro servizio al sapere dovrà esprimersi
non solo nella docenza ma anche con adeguate
pubblicazioni. Sarà utile interrogarci in quale misura
l’Università dovrà opportunamente sostenere, anche a
livello finanziario, i lavori scientifici dei Docenti.
-In terzo luogo, sarà necessario favorire e
aiutare l’aggiornamento dei Professori,
anzitutto attraverso scambi interni all’Università,
promovendo seminari e giornate di studio, ma anche
attraverso la partecipazione a Congressi, con visite e
viaggi di ricerca. A questo scopo ogni Facoltà dovrebbe
predisporre un bilancio economico, compatibile con le
nostre risorse, per agevolare tale aggiornamento.
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